MANILA, coniugata Hopkins, vedova Cobain, in culo alla maledetta che si è fottuta il mio nome e mi ha costretta a iscrivermi con 'frozen' annesso!! ATTENZIONE: cinica e acida.
.WHAT I LIKE.
I Nirvana, Dylan Dog, ascoltare musica scazzatissima sapendo che è l'ultima cosa che dovrei fare, il karate, l'estate, Gilda (la mia macchina), cazzeggiare con le persone giuste, stare al telefono ore senza dire niente, i tre o più puntini di sospensione, viaggiare, SoulCalibur (Raphael è decisamente uno degli uomini della mia vita, con Kurt e Dylan!!*__*), 'Infinità ' al buio nel mio letto, 'Smells Like Teen Spirit' alla mattina mentre vado a scuola, 'Wish You Were Here' in qualsiasi momento, 'Doll Parts' se sono depressa, 'Three Little Birds' se sono al di là della depressione totale.....
.WHAT I HATE.
Le troiette che mi fottono il nome, quella maledetta canzone che si ripresenta quando non dovrebbe, i film/libri stupidi che dovrebbero essere uno svago e invece fanno venire il nervoso, la musica minchiosa di mio fratello, le minchiettinelovve che citano grandi tipo Kurt Cobain, Jim Morrison, Bob Marley estrapolando frasi a caso e mettendoci uno sfondo rosa e glitterocicciobomboso, i bimbiminkia che invadono il mondo, gli zarri quando aprono le gabbie, il freddo
.MY MUSIC.
“In Webster's terms, Nirvana means freedom from pain, suffering and the external world, and that's pretty close to my definition of punk rockâ€. Cioè: quando dico musica è NIRVANA che intendo, ma apprezzo quasi qualsiasi forma di rock, VERO rock, oltre a qualcosa di metal.
AC/DC;
Alice Cooper;
Blink-182;
Bob Marley;
David Bowie;
Elvis Presley;
Evanescence;
Green Day (poco, pochissimo, praticamente solo Basket Case e When I Come Around);
Guns'n'Roses;
Korn;
Linkin Park;
Limp Bizkit;
Marlene Kuntz;
Matrioska;
Melvins;
Metallica;
Muse;
NOFX;
Offspring;
Punkreas;
Queen;
Red Hot Chili Peppers;
Sex Pistols, in dosi minime;
System Of A Down;
Oasis;
Ramones;
Strokes;
Vaselines;
Yellowcard.
La sua figura, le cui mitiche proporzioni diventano sempre più allungate, magre e spigolose, entrerà dalla soglia di ancora mille e mille classi, mille e mille volte, incazzata o sorridente che sia; ciò avviene da almeno.... bè, saranno molti, moltissimi anni!
Lo sanno tutti, lei è immortale.
Tutti gli studenti, perfino i secchioni, tutti gli anni, tutti i mesi, tutti i giorni, almeno tre volte al giorno rivolti verso il Machiavelli le augurano diversi e fantasiosi modi in cui morire (molto gettonato “The pit and the pendulum”), possibilmente lentamente e con molta, ma molta sofferenza.
Inutile.
Il primo giorno con lei non si scorda mai, come il primo amore. Anzi, ti fa scordare il primo amore per il mezzo infarto.
La mia prima volta con lei è stata alla fine della prima liceo. Occhialoni da gufo, in seguito tragicamente persi, appoggiati sul naso allungato, occhietto cattivo da prof. d’inglese, chioma stopposa dall’indefinibile colore, che col senno di poi direi sia color “boschi di settembre” (o almeno la tinta si chiamerà così), lei mi guardava amorevole/minacciosa, non saprei dirlo.
Tu sei la ragazza nuova? Nice to meet you!
Lo so, lo so che in questi casi si risponde sicuri Nice to meet you, ma avevo davvero troppa paura.
Ma la vera iniziazione, all’inizio della seconda, sancì il nostro rapporto indissolubilmente.
<Musichetta tragica e nostalgica, possibilmente con slide mentale dei momenti più belli> La prima verifica, in cui mi fece quasi cadere dalla sedia dall’enfasi con cui mi chiamò, e pensai che mi prendesse in giro nell’affermare che la mia verifica era fatta bene, anche se incompleta; la prima interrogazione, in cui, sciallatissima, sicura che non mi chiamasse (pur avendo studiato, avevo davvero il terrore, giuro!), Sentiamo la ragazza nuova!; il giorno in cui da ragazza nuova venni promossa a ragazza-Panzeri, e poi a Panzeri, e così via in una spirale vertiginosa dal 6 abbondante all’otto straripante, presa da un febbrile amore per lingua e letteratura inglese; i complimenti per la fluency, per l’attenzione, per il first, e perfino quella lavata di capo che non dimenticherò mai (e tu, mia cara compagna, ancor più di me), nella biblioteca; la volta che ha detto cazzo, la volta che ha detto non panicate, e le infinite altre che ci ha fatto sbellicare, le imitazioni, le canzoni (voi compagne di Praga mi capirete)......
<Rallenty di lei, primo piano, collo proteso, mento leggermente alzato e sguardo fisso sulla preda, mentre scuote la testa con movimenti secchi>
Passare dall’intramontabile Pompeo, ormai ex-professore foscoliano, al suo indimenticabile Do whatever you want, but with your trousers on.... eh, vabbè, se proprio dovete, in bagno e con il preservativo!, a lei, è stato traumatico, ma mai tanta conoscenza mi si era aperta di fronte, mai tanto interesse avevo provato per qualcosa di scolastico.
Con il terrore ha conquistato attenzione, studio, interesse, passione, e lei rimarrà indelebile.
Perché se vuoi fare il professore fuffa, amico del popolo, sindacalista falsificatore di voti e sostenitore di VHS al posto di lezioni che occuperai a fumarti una sigaretta con qualche collega/sonnecchiare, o lo fai con grandissimo stile, vedi il sopracitato Pompeo, o finisci nel dimenticatoio.
Lei, il terrore, il demonio, o meglio, come una fantasiosa quartina scrisse, Crivella DeVil, la stronza, la donna in fondo distaccata per chissà quale motivo, quella che fa favoritismi, che fa ridere fino a piangere.....
Lei che, lo ammetterà chiunque con un briciolo di cervello, col senno di poi, vi do tempo due o tre anni, ha insegnato con una testardaggine quasi autolesionista una materia non d’indirizzo, con risultati, ottimi risultati.
E la ringrazio, a parte gli scherzi, la ringrazio.
Mi preme inoltre ringraziare altri professori guida, di quelli che si sanno appassionare al loro argomento fino a diventare enciclopedie viventi.
Primo forse l’unico altro professore serio di questi ultimi due anni, il professor Cigada, davvero un universo di cultura, le cui magnetiche lezioni su Verga o Pirandello di quest’anno mi hanno distratta dalle mie occupazioni ricreative perenni perfino prima delle interrogazioni di inglese, per non parlare dell’ottimo Dante dell’Inferno, davvero apprezzabile e di alto livello, e dei fantastici poemi epico-cavallereschi, e mille altre cose... mi è piaciuto perfino Svevo..... Svevo.....
Ad un baluardo del ginnasio, una prof. di greco/latino e una maestra di vita e ottima oratrice, sarcastica e divertentissima, la foscoliana professoressa Negri, con le sue versioni analizzate parola per parola, un ringraziamento speciale.
Acida e indisponente, professoressa di filosofia del primo anno di liceo, unica degna di insegnare questa materia, per quanto riguarda la mia esperienza, grazie, professoressa De Lucis, grazie anche per quel tre in storia a maggio.
Dulcis in fundo, un affettuoso ringraziamento davvero sentito per una grande, una gigantessa del greco antico e del latino, un pozzo di sapienza e di infinità umanità ed empatia, la cui biblioteca/cineteca suscitava sempre sonori oooooooohh.... unica, davvero unica, professoressa Cannavò, un tempo terrore del Copernico, ce ne fossero così, colei che ha avuto fiducia in me, colei che per due anni mi fece scampare il debito in greco e latino, oltre a insegnarmi cosa c’è di davvero bello in una lingua sepolta dal tempo. E l’ho capito, davvero, anche se una certa novellina presuntuosa mi ha messa a dura prova.
Sono questi i professori per cui, pensando al liceo, sorriderò...
Scritto da MANILAfrozen alle 22:08 per la categoria folies